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E’ possibile definire
Comunicazione Aumentativa/Alternativa (CAA) ogni forma di comunicazione che
sostituisce, integra, aumenta il linguaggio verbale orale.
La CAA è un settore della pratica clinica che si pone come obiettivo la
compensazione di una disabilità (temporanea o permanente) del linguaggio
espressivo; vengono infatti create le condizioni affinché il disabile abbia
l’opportunità di comunicare in modo efficace, ovvero di tradurre il proprio
pensiero in una serie di segni intelligibili per l’interlocutore.
Il percorso che viene creato partendo dai bisogni comunicativi della persona;
gli strumenti che vengono forniti devono essere adattati alle sue esigenze
attuali, ma al tempo stesso devono essere flessibili ed evolversi nel tempo
parallelamente all’evoluzione della persona in tutti i suoi aspetti (cognitivi,
emotivi, sociali, etc.).
Un altro aspetto di fondamentale importanza è il coinvolgimento dell’ambiente,
ovvero delle figure significative appartenenti ai diversi contesti di vita del
disabile. Un percorso di CAA che inizia e finisce in un ambulatorio
specialistico difficilmente raggiungerà i propri obiettivi, ovvero fornire la
possibilità di comunicare, interagire con le altre persone in situazioni e
luoghi diversi.
Lo sviluppo della CAA è stato inizialmente sollecitato per incrementare le
abilità comunicative di bambini (in particolare quelli con esiti di Paralisi
Cerebrale Infantile) in cui era evidente la discrepanza tra linguaggio
espressivo, gravemente deficitario, e linguaggio ricettivo (comprensione) che
non presentava invece severe compromissioni. Esperienze successive hanno però
evidenziato che anche in alcuni casi di insufficienza mentale gli interventi di
CAA hanno ottenuto buoni risultati.
In alcuni casi sono stati realizzati interventi di CAA anche con persone affette
da autismo. Riguardo quest’ultima sindrome esistono pareri discordi riguardo
l’utilità della CAA in una patologia in cui spesso l’intenzionalità comunicativa
dell’individuo è un aspetto non sempre valutabile in modo oggettivo.
In alcuni casi di autismo l’intervento di CAA ha ottenuto come risultato più
evidente un miglioramento del comportamento sociale; in altre parole, queste
persone hanno potenziato le loro abilità di autocontrollo.
Altre esperienze hanno evidenziato l’utilità di alcuni strumenti di CAA
nell’apprendimento di sequenze temporali di eventi (ad es. le diverse attività
che scandiscono una giornata: alzarsi da letto, lavarsi i denti etc.).
Occorre considerare però che la finalità generale di un intervento di CAA è
quello di offrire la possibilità di comunicare: dunque non solo di trasmettere
dei contenuti, ma anche di curare le relazioni interpersonali. Date queste
premesse siamo costretti a constatare che il controllo del comportamento sociale
o l’apprendimento di sequenze temporali, pur essendo aspetti importanti della
vita di ognuno di noi, sono obiettivi molto diversi rispetto a ciò che possiamo
definire comunicazione interpersonale.
La CAA è per definizione multimodale, dunque sono diverse le modalità espressive
che si possono utilizzare. Oltre al linguaggio (inteso come comunicazione
verbale e non verbale) è possibile fornire alla persona altri strumenti che
possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:
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le tabelle di comunicazione
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i VOCAs (Vocal Output
Communication Aids)
-
i software di comunicazione
che si utilizzano con il Personal Computer (PC)
Il bambino indica i simboli
contenuti nella tabella, nel VOCAs o sul PC (che corrispondono ad una serie di
messaggi) per comunicare con gli altri.
I simboli sono individuati valutando un insieme di aspetti: la selezione del
vocabolario (considerando i bisogni manifestati dalla persona ed il contesto in
cui la tabella sarà utilizzata), gli aspetti fisici e sensoriali della persona
(mobilità, postura, vista, etc), il fattore intellettivo.
I diversi messaggi contenuti nella tabella possono essere rappresentati in modi
diversi: oggetti concreti, miniature di oggetti, simboli grafici (foto,
disegni), lettere o parole.
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