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L'autismo
L'autismo è considerato un disordine dello sviluppo, un disturbo generalizzato
dello sviluppo. Sappiamo che questo non sempre è immediatamente comprensibile ai
"non addetti ai lavori" e soprattutto non è immediatamente comprensibile ai
genitori, che sono le persone che più direttamente si trovano a dover trovare il
codice di questa definizione.
I bambini il più delle volte fanno cose particolari: allineano gli oggetti; si
incantano a guardare le linee del pavimento o del bordo della finestra o di
qualsiasi cosa possa formare una linea; fanno girare le ruote delle macchinine e
restano a guardare senza far evolvere il gioco; agitano le mani davanti ai loro
occhi, le battono in modo alternato sul tavolo o tamburellano col dorso delle
dita; vogliono vedere film solo in modalità riavvolgimento o solo alcuni film o
pubblicità; sono estremamente selettivi: solo alcuni cibi, solo alcuni tipi di
gioco; si arrabbiano o si disorientano davanti ad un cambiamento; e questi
comportamenti diventano segnali d'allarme, segnali di qualcosa che non va.
Alcuni di questi comportamenti sono così anomali, e a volte così presenti, che
uno dei desideri più ricorrenti dei genitori è quello di eliminarli. Pur
trovando tale desiderio legittimo occorre comunque ricordare che questi
comportamenti "segnale" non rappresentano nè la totalità, nè la centralità del
disturbo.
In realtà ci sono diverse dimensioni dello sviluppo che possono essere più o
meno implicate: la relazione; la comunicazione; la simbolizzazione; ma anche la
particolarità percettiva, attenzione, attivazione (il livello di energia); tutte
sono coinvolte nel partecipare allo bambino, tutte sono coinvolte nel definire
con quali occhi egli vedrà, e che bussola userà per orientarsi.
In questo senso "Autismo" è un disordine dello sviluppo: riguarda la presenza di
difficoltà in più aree delle sviluppo. Caratteristica di questo disturbo è
quella di avere un esordio in età di sviluppo (la maggior parte dei genitori lo
individuano intorno ai 2 anni). Attualmente c'è un largo accordo nel ritenere
che la causa del Disturbo non è da ricercarsi in episodi di natura traumatica,
nè in conflitti relazionali.
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