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La difficoltà nell’uso
funzionale del linguaggio:
Molti bambini autistici che acquisiscono la parola mostrano ritardi e
particolarità nella loro produzione linguistica. Le parole sono spesso non
comunicative, e l’uso del linguaggio per dare inizio ad una comunicazione è
raro. Alcune delle particolarità osservate nel linguaggio verbale sono
l’ecolalia immediata e differita, l’inversione dei pronomi, l’uso delle parole
in modo idiosincratico e un singolare timbro di voce.
Tra queste l’ecolalia è quella che ha ricevuto una maggiore attenzione negli
studi sull’autismo infantile. I maggiori esperti sono d’accordo nell’affermare
che l’ecolalia consiste nella ripetizione di quello che viene detto dagli altri
(Prizant, Schuler, 1987). La questione è se questa ripetizione sia legata o meno
ad un significato. Siccome i bambini autistici sembrano ripetere maggiormente
nelle situazioni che appaiono più appropriate per la conversazione è stato
ipotizzato che il ripetere potrebbe essere una modalità primitiva attraverso cui
il bambino cerca di inserirsi nella conversazione. Altri studi hanno evidenziato
una maggiore competenza, nei bambini autistici, di ripetere frasi senza senso,
rispetto ad una popolazione non autistica; in altri ancora è stato osservato che
le persone con autismo utilizzano poco l’intonazione e spesso sembrano non
aspettarsi che il significato di ciò che dicono sia inteso da chi ascolta.
Da questo sembrerebbe che il comportamento ecolalico non sia un mezzo di
comunicazione intenzionale.
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