Azienda Certificata UNI EN 9001:2008

Home ] Chi Siamo ] Le Sedi ] Servizi ] Formazione ] Contatti ] Mappa Sito ] UNI EN 9001:2008 ]

Disturbo generalizzato dello sviluppo


I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo e i Disturbi dello Spettro Autistico

Attualmente, alcune specifiche difficoltà che si evidenziano nei primi anni dello sviluppo e per le quali non è ancora stato individuato un unico comune substrato, sono insieme accomunate sotto il nome Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, o più comunemente Disturbi dello Spettro Autistico. Le difficoltà incontrate dai bambini, sin dai primi anni di vita, si manifestano in modi differenti (a questo si riferisce la parola spettro) ma sostanzialmente riguardano le seguenti aree:

Interazione sociale
I bambini possono apparire distaccati, con difficoltà a mantenere un contatto oculare, eccessivamente timidi. Mostrano di gradire alcuni tipi di contatto fisico, come le stimolazioni sensoriali. Il gioco può essere molto povero, con una preferenza per i giochi motori. L'interazione sociale generalmente è accettata passivamente, con scarsa iniziativa. Gli approcci spontanei, quando presenti, assumono un carattere di ripetitività. Risulta scarsa l'attenzione alle risposte dell'altro.

Comunicazione sociale
Molto spesso si presenta un'assenza di linguaggio sia verbale che gestuale, che sembra legata alla difficoltà di cogliere il significato e la piacevolezza della comunicazione. La persona può essere in grado di comunicare i propri bisogni, ma non essere in grado di parlare di sé; può essere in grado di dire cose agli altri ma non di parlare con gli altri. A volte si presenta la ripetizione di frasi sentite più volte (ad esempio in spot pubblicitari) che possono essere pronunciate senza un chiaro scopo comunicativo. Il linguaggio è letterale, c'è difficoltà a comprendere allusioni o giochi di parole ed, in generale, l'utilizzo non concreto delle parole.

Immaginazione
I bambini possono essere scarsamente creativi, manifestando la tendenza a focalizzare l'attenzione sui particolari: alcuni manifestano abilità particolari, che generalmente vengono descritte come isole di abilità; altri mostrano interessi ristretti e ripetitivi. E' spesso assente il gioco simbolico ed il gioco di ruoli. Una difficoltà specifica sembra essere quella di immaginare il pensiero degli altri in una situazione contingente (teoria della mente).

Eziopatogenesi
La diagnosi dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo viene fatta in base alla presenza dei sintomi secondo le indicazioni del IV Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association. La comunità scientifica è oggi in accordo nell'attribuire l' eziologia di tali caratteristiche sintomatologiche a cause organiche. Le principali aree di ricerca delle componenti organiche associate ai DGS indagano:

  • Anomalie del Sistema Nervoso Centrale, in particolare a carico di: cervelletto; Sistema Limbico; amigdala; ippocampo

  • Disfunzioni metaboliche

  • Fattori genetici

Nonostante la non univocità e la non conclusività dei risultati di tali ricerche la base organica del Disturbo sembra essere certa, tanto da far apparire meno significativa la vecchia distinzione tra Autismo primario e secondario, riferita all'assenza o alla presenza del referto medico.

Così come la diagnosi di DGS è prevalentemente sintomatologica, anche il trattamento d'elezione è focalizzato sui sintomi. A tale proposito sono state condotte ricerche internazionali e pubblicate numerose rassegne.

Risultati incoraggianti rispetto ad una reale incidenza dell'intervento abilitativo indicano come fattori fondamentali la diagnosi e l'intervento precoce ed intensivo. A tal scopo sono stati redatti strumenti di screening (CHAT), e strumenti diagnostici fini e validati, dotati di una solida base teorica e di validazione (ADI; ADOS).

Intervento
La comunità scientifica individua per l'intervento alcuni punti cardine:

  • L'intervento deve essere precoce

  • E' stato dimostrato che un intervento intensivo precoce (in età prescolare) della durata di almeno due anni produce esiti migliori, includendo nel 75% dei casi il linguaggio e mostrando un incremento della performance cognitiva (Dawson & Osterling 1997; Rogers 1996).

  • L'intervento dovrà essere prevalentemente educativo e prevedere almeno 25 ore settimanali, distribuite nei vari contesti di vita (Lord &McGee, 2001).

Il trattamento dovrà essere (Arduino, 2004):

  • Centrato sullo sviluppo dell'intersoggettività e delle abilità sociali

  • Prevedere curricoli di valutazione ed insegnamento individualizzato, basato sull'educazione strutturata e su strategie di tipo cognitivo comportamentale

  • Comprendere interventi per lo sviluppo della comunicazione

Uno degli assunti di base dell'Intervento Psicoeducativo è quello di avere come obiettivo il sostegno allo Sviluppo delle persone con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo attraverso l'insegnamento di abilità, agendo in collaborazione con le famiglie.

Si parte dal sostenere che conoscenze specifiche sulle caratteristiche del Disturbo (tecnici) e conoscenza delle peculiarità della persona (familiari o altre persone di riferimento) vadano considerate congiuntamente in tutte le fasi dell'intervento, in particolar modo nella scelta degli obiettivi e delle modalità terapeutiche, si continua col ritenere fondamentale l'armonia tra le energie e le ottiche sull'educazione delle diverse persone implicate nel processo di sostegno alla crescita del bambino (sinergie).

La collaborazione risulta, inoltre, fondamentale per consentire la generalizzazione e l'interiorizzazione degli apprendimenti, quindi il loro utilizzo nella vita quotidiana.
 


Centro di Fisiocinesiterapia Serapide S.p.A.
Sede Legale e Amministrativa:    II Traversa Campi Flegrei 3 - 80078 Pozzuoli (NA)        Tel.081 8046200    Fax.081 8046201        Mail info@centroserapide.it     
Iscr. Reg. Imprese di NA 01351750631    R.E.A. NA N. 306385    Codice Fiscale e P. IVA 01351750631
Lavori sito in corso: Alcune sezione potrebbero risultare incomplete o in construzione