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I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo e i
Disturbi dello Spettro Autistico
Attualmente, alcune specifiche difficoltà che si evidenziano nei primi anni
dello sviluppo e per le quali non è ancora stato individuato un unico comune
substrato, sono insieme accomunate sotto il nome Disturbi Generalizzati dello
Sviluppo, o più comunemente Disturbi dello Spettro Autistico. Le difficoltà
incontrate dai bambini, sin dai primi anni di vita, si manifestano in modi
differenti (a questo si riferisce la parola spettro) ma sostanzialmente
riguardano le seguenti aree:
Interazione sociale
I bambini possono apparire distaccati, con difficoltà a mantenere un contatto
oculare, eccessivamente timidi. Mostrano di gradire alcuni tipi di contatto
fisico, come le stimolazioni sensoriali. Il gioco può essere molto povero, con
una preferenza per i giochi motori. L'interazione sociale generalmente è
accettata passivamente, con scarsa iniziativa. Gli approcci spontanei, quando
presenti, assumono un carattere di ripetitività. Risulta scarsa l'attenzione
alle risposte dell'altro.
Comunicazione sociale
Molto spesso si presenta un'assenza di linguaggio sia verbale che gestuale, che
sembra legata alla difficoltà di cogliere il significato e la piacevolezza della
comunicazione. La persona può essere in grado di comunicare i propri bisogni, ma
non essere in grado di parlare di sé; può essere in grado di dire cose agli
altri ma non di parlare con gli altri. A volte si presenta la ripetizione di
frasi sentite più volte (ad esempio in spot pubblicitari) che possono essere
pronunciate senza un chiaro scopo comunicativo. Il linguaggio è letterale, c'è
difficoltà a comprendere allusioni o giochi di parole ed, in generale,
l'utilizzo non concreto delle parole.
Immaginazione
I bambini possono essere scarsamente creativi, manifestando la tendenza a
focalizzare l'attenzione sui particolari: alcuni manifestano abilità
particolari, che generalmente vengono descritte come isole di abilità; altri
mostrano interessi ristretti e ripetitivi. E' spesso assente il gioco simbolico
ed il gioco di ruoli. Una difficoltà specifica sembra essere quella di
immaginare il pensiero degli altri in una situazione contingente (teoria della
mente).
Eziopatogenesi
La diagnosi dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo viene fatta in base alla
presenza dei sintomi secondo le indicazioni del IV Manuale Diagnostico e
Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association. La
comunità scientifica è oggi in accordo nell'attribuire l' eziologia di tali
caratteristiche sintomatologiche a cause organiche. Le principali aree di
ricerca delle componenti organiche associate ai DGS indagano:
Nonostante la non univocità e la non conclusività
dei risultati di tali ricerche la base organica del Disturbo sembra essere
certa, tanto da far apparire meno significativa la vecchia distinzione tra
Autismo primario e secondario, riferita all'assenza o alla presenza del referto
medico.
Così come la diagnosi di DGS è prevalentemente sintomatologica, anche il
trattamento d'elezione è focalizzato sui sintomi. A tale proposito sono state
condotte ricerche internazionali e pubblicate numerose rassegne.
Risultati incoraggianti rispetto ad una reale incidenza dell'intervento
abilitativo indicano come fattori fondamentali la diagnosi e l'intervento
precoce ed intensivo. A tal scopo sono stati redatti strumenti di screening
(CHAT), e strumenti diagnostici fini e validati, dotati di una solida base
teorica e di validazione (ADI; ADOS).
Intervento
La comunità scientifica individua per l'intervento alcuni punti cardine:
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L'intervento deve essere precoce
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E' stato dimostrato che un intervento
intensivo precoce (in età prescolare) della durata di almeno due anni
produce esiti migliori, includendo nel 75% dei casi il linguaggio e
mostrando un incremento della performance cognitiva (Dawson & Osterling
1997; Rogers 1996).
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L'intervento dovrà essere prevalentemente
educativo e prevedere almeno 25 ore settimanali, distribuite nei vari
contesti di vita (Lord &McGee, 2001).
Il trattamento dovrà essere (Arduino, 2004):
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Centrato sullo sviluppo dell'intersoggettività
e delle abilità sociali
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Prevedere curricoli di valutazione ed
insegnamento individualizzato, basato sull'educazione strutturata e su
strategie di tipo cognitivo comportamentale
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Comprendere interventi per lo sviluppo della
comunicazione
Uno degli assunti di base dell'Intervento
Psicoeducativo è quello di avere come obiettivo il sostegno allo Sviluppo delle
persone con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo attraverso l'insegnamento di
abilità, agendo in collaborazione con le famiglie.
Si parte dal sostenere che conoscenze specifiche sulle caratteristiche del
Disturbo (tecnici) e conoscenza delle peculiarità della persona (familiari o
altre persone di riferimento) vadano considerate congiuntamente in tutte le fasi
dell'intervento, in particolar modo nella scelta degli obiettivi e delle
modalità terapeutiche, si continua col ritenere fondamentale l'armonia tra le
energie e le ottiche sull'educazione delle diverse persone implicate nel
processo di sostegno alla crescita del bambino (sinergie).
La collaborazione risulta, inoltre, fondamentale per consentire la
generalizzazione e l'interiorizzazione degli apprendimenti, quindi il loro
utilizzo nella vita quotidiana.
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