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Al di là del puro e semplice
piacere senso-motorio e ludico, che , pur sempre, ha una sua valenza nel
contesto della disabilità, la Riabilitazione Equestre (R.E.) altrimenti detta
Ippoterapia, si diffonde già a partire dal 2° Secolo a.C. come particolare
modalità di cura dei problemi della sfera Neuro-Psichica. Solo dopo il primo
conflitto mondiale assurge alla dignità di una vera e propria scienza medica.
Attualmente praticata in almeno 26 paesi al mondo, anche in Italia viene
inserita in un progetto riabilitativo globale in stretto rapporto con discipline
che ne dilatano il senso: Terapia Occupazionale, Pet Therapy, Chinesiologia,
Posturologia, Neuro e Psico-Motricità
La Riabilitazione Equestre è indicata nei casi di Kinesipatie encefaliche,
lesioni periferiche del S.N., disturbi del comportamento, patologie della sfera
neuro-psichica ed in alcune patologie ortopediche. Le diverse andature del
cavallo agiscono direttamente sul Tono Muscolare del "cavaliere" e sulla sua
Postura migliorandone l’Assetto generale. Indirettamente vengono convolte
funzioni quali la Visione, l’Attenzione, la Concentrazione e le Competenze
Cognitive. Incisivi sono i risultati sulla sfera Emotivo-Relazionale del
disabile che migliora la propria Stabilità Emotiva, la capacità di Rilassamento,
il controllo delle Reazioni. Di fondamentale importanza sono le integrazioni con
attività inerenti e parallele quali la cura degli ambienti, la cura degli
animali, e di tutto l’ecosistema in cui avviene la seduta di riabilitazione.
Questo aspetto inevitabilmente incide sul grado di capacità di relazione del
disabile sia con l’animale sia con l’altro sia con la realtà oggettuale
specifica; in tal modo anche le attività a latere diventano funzionali ad un
progetto personalizzato che prevede anche, attività manuali grossolane (portare
la carriola) e fini (sminuzzare gli alimenti) di equilibrio e coordinazione
(spazzolare, strigliare, etc.) attivazione di tutti i canali sensoriali, che
contribuiscono alla formazione dello Schema Corporeo.
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